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Perchè sono anni che viaggio e fotografo tutto ciò che vedo e mi sono appassionato ad entrambe le cose :-)
Ogni volta torno a casa e penso: "Perchè non tenere un diario di tutti i miei viaggi?". Un bel giorno mi sono reso conto di averlo già: in tutte le mie cartelle sul pc, meticolasamente ordinate per data e descrizione. Fotografie, informazioni,curiosità, mappe ecc.
Non restava che condividerle con il mondo!

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venerdì 8 giugno 2012

San Sebastián - Donostia

La “Perla dell’Oceano”


 Introduzione:


Panorama sulla baia
San Sebastián (Donostia in lingua basca) è una città di circa 185.000 abitanti situata nella Spagna nord-orientale, facente parte della comunità autonoma dei Paesi Baschi.
La città sorge a 20 km dal confine francese, alla foce del fiume Urumea e si affaccia sul Golfo di Biscaglia, a  livello di una caratteristica insenatura naturale denominata Baia de La Concha.
La baia della Concha è chiusa ad est e ad ovest da due monti (Igueldo e Urgull) e nel mezzo presenta un'isoletta (isola di Santa Clara).

Il porto
La fondazione di San Sebastián viene fatta risalire all’XI secolo e la città si sviluppò grazie alla pesca, ai commerci marittimi e alla sua posizione (vicina alla Francia e sul Cammino di Santiago di Compostela). Nel XII secolo venne anche adeguatamente fortificata.
Nel XV secolo, San Sebastián cessò definitivamente di essere un emporio mercantile, diventando una postazione strategica militare e il suo porto venne trasformato in una base navale.

Fu teatro di numerosi assedi e battaglie e cadde persino in mano ai francesi per ben due volte nel XVIII secolo.
Nel 1813 verrà definitivamente strappata al dominio francese grazie all’aiuto delle forze alleate anglo-portoghesi, purtroppo però, nel corso dell’offensiva, venne quasi interamente rasa al suolo da un incendio.

Una via del centro
Il moderno sviluppo architettonico del centro storico iniziò dunque nel XIX secolo e, dopo la ricostruzione, San Sebastián verrà scelta come località di villeggiatura estiva dalla regina Isabella II di Spagna.
La successiva scelta della città come luogo di riposo della Casa Reale Spagnola fu il motore che spinse lo sviluppo dell’attività turistica e della conseguente configurazione architettonica elegante e “francesizzata” di San Sebastián.
Le antiche mura che ne limitavano l’espansione furono definitivamente abbattute e vennero costruiti hotel di lusso, teatri, caffè, ristoranti alla moda e stazioni balneari.
In seguito a questa trasformazione San Sebastián divenne una delle località turistiche più celebri ed esclusive di tutta la Spagna.
Dal 1953 nella città si celebra (generalmente nel mese di settembre) il Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián , uno dei più importanti festival cinematografici europei, che attira personaggi celebri da tutto il mondo.

La Baia

Perché andare:


San Sebastián è una splendida città marittima che conquisterà chiunque con il suo fascino che rievoca i fasti della  “Belle Epoque” del secolo scorso.
È la meta ideale per una vacanza al mare, ma anche perfetta per gli amanti della natura, delle passeggiate sulla spiaggia, dei paesaggi mozzafiato e per chi ama “godersi la vita” negli hotel e nei ristoranti di lusso e magari giocare al Casinò.

La sua baia, dalla caratteristica forma semicircolare, viene considerata una delle più belle al mondo ed è dotata di graziosi stabilimenti balneari, sebbene l’acqua sia un po’ fredda e fare il bagno è consigliato solo nei mesi estivi.
Una via del centro
Il centro storico è caratterizzato da viuzze strette ricche di tapas bar, molto animati nella notte e di bancarelle che vendono prodotti tipici.
I quartieri che si affacciano sul lungomare sono ornati da edifici particolarmente interessanti dal punto di vista artistico (seppur moderni) dalle chiare influenze francesi, che lasceranno stupiti gli appassionati di architettura del Novecento.
San Sebastián, durante l’estate, attira una moltitudine di turisti grazie anche ad un susseguirsi di eventi culturali e di intrattenimento. A luglio si tiene il festival jazz; nella settimana di ferragosto (semana grande) la città si anima con concerti, fuochi d’artificio, parate e feste in strada; a fine agosto c'è il festival della musica classica e a settembre il celebre festival cinematografico. 



 Luoghi e monumenti di interesse:

La spiaggia de La Concha

La Baia e Paseo de la Concha
Le spiagge: Ondarreta, La Concha e Zurriola
L’Isola di Santa Clara
L’Ayuntamiento (il Municipio)
Il Castillo de la Mota sul Monte Urgull
Plaza de la Constitucion
La Catedral del Buen Pastor
La chiesa di Santa Maria
La chiesa di San Vicente
Il Museo Municipal de San Telmo
L’Aquarium e il Museo navale nel Palacio del Mar
Il Monte Igueldo e il suo parco di divertimenti.
La scultura “Peine del Viento”
Il Palazzo dei Congressi Kursaal

 

Dove andare / Cosa fare:

 

Cattedrale del Buen Pastor
La visita di San Sebastián  parte generalmente dalla stazione dei treni e dei pullman situata nell’entroterra, non distante dalla riva sinistra del fiume Urumea.
Da qui conviene proseguire in direzione nord, verso il centro della città.

Il primo monumento che si incontra è la Catedral del Buen Pastor, in stile neogotico dalle forti influenze germaniche. Questo è il tempio più grande della città e venne inaugurato nel 1897.
Possiede stalli in pietra arenaria, proveniente dalle cave del monte Igueldo, bellissime statue, pinnacoli e vetrate. All’esterno la torre, raggiunge i 75 metri di altezza.

Proseguendo il cammino verso nord si arriva sul lungomare di Paseo della Concha, che costeggia l’omonima baia.
Da qui si potrà finalmente ammirare la spiaggia, il mare e il meraviglioso palcoscenico naturale su cui si affaccia la città, delimitata a ovest dal monte Igueldo e a ovest dal monte Urgull, con al centro la lussureggiante isola di Santa Clara, dotata di un piccolo faro e somigliante vagamente a una tartaruga.
Questa zona  è dominata dal profilo del fastoso edificio del Ayuntamiento (il municipio) davanti al quale si trova il Parco Alderdi-Eder, una spianata ornata da splendidi giardini. Non lontano, nel pieno centro della città, si trova Plaza de Gipuzkoa, costruita negli anni dal 1867 al 1882 e dotata di romantico giardino con uno stagno, un ponte e un tempietto. Su un lato della piazza si trova l’imponente Palacio de la Diputaciòn.

Ayuntamiento
Teatro Victoria Eugenia
Piazza di Gipuzkoa

Hotel Maria Cristina
Il Kursaal
Imboccando Avenida del Boulevard in direzione est si incontra il Teatro Victoria Eugenia e l’Hotel Maria Cristina, uno dei più lussuosi di tutta la Spagna.
La chiesa di santa Maria

Superato il Ponte de Zurriola , sull’altra sponda del Rio Urumea, si trova la spiaggia de Zurriola, sulla quale si staglia il celebre Palazzo dei congressi Kursaal. I giganteschi cubi che lo compongono sono il tratto distintivo di questo moderno quartiere di San Sebastián , soprattutto la notte, quando sono illuminati. L’interno del palazzo ospita ampi auditori per conferenza e concerti

Se all’altezza del Ayuntamiento si prosegue invece la passeggiata verso nord si incontra, da un lato il porto e, dall’altro, l’accesso alla “Parte Vieja”, cioè il centro storico di San Sebastián, un pittoresco complesso di strette vie rettilinee con caffè tipici e piazzette.
Plaza de la Constituciòn
La strada principale è la calle Mayor con il Teatro principal del 1847 e la chiesa di Santa Maria, del 1764, il cui interno è gotico, ma che presenta una decoratissima facciata in stile barocco.
La chiesa di San Vicente

Passeggiando per le vie della città vecchia si potrà ammirare poi Plaza de la Constitucion, la più interessante piazza della città, costruita nel 1827 e contornata da case con portici e lunghe balconate dai colori vivaci.
Non lontano sorge la chiesa di San Vicente, costruita agli inizi del XVI secolo in stile gotico basco e considerato il tempio più antico della città.
Appena dietro la chiesa si trova poi il Museo Municipal di San Telmo allestito in un monastero del XVI secolo.
Per chi volesse visitarlo, nel suo chiostro ospita una collezione di stele funerarie basche risalenti al XV-XII secolo, mentre, nelle sale interne, sono esposti arredi e manufatti, oltre a dipinti di artisti baschi e alcuni capolavori di El Greco. Nella cappella si trovano 16 murali raffiguranti leggende, cultura e vita marittima della zona.
Castillo de la Mota

Panorama dal monte Urgull
Giunti a questo punto vale la pena imboccare il breve ma ripido sentiero che conduce sulla vetta del monte Urgull.
Qui sorge il Castillo de la Mota, un castello che trae origine da una fortificazione dell'XI secolo, ampliata e modificata nei secoli XVII e XVIII, che reca sulla sommità una statua del Cristo.
Il porto
Al suo interno c’è un piccolo museo, ma la sua attrattiva più grande è sicuramente il panorama di cui si può godere dalle sue terrazze, dalle quali è possibile gettare uno sguardo sull’intera baia.

L’intero monte Urgull è delimitato, lungo la costa, da un meraviglioso lungomare, chiamato Paseo Nuevo, che, se imboccato verso ovest, conduce di nuovo al porto.

In questa zona sorge il museo navale (consigliato ai più appassionati) e l’Aquarium, un museo dedicato al mare particolarmente raccomandato per i bambini. All’interno ci sono splendidi acquari che ricostruiscono l’habitat delle barriere coralline e un tunnel sotto al livello del mare, dove si possono ammirare almeno 5000 pesci, tra cui quattro diverse specie di squali.
Panorama sull spiaggia di Ondarreta

Ritornando dal porto su Paseo de la Concha è possibile poi  fare una meravigliosa passeggiata lungo tutta la baia.

Qui si trovano le due principali spiagge della città: Playa de la Concha e Playa de Ondarreta, dotate di stabilimenti balneari a pagamento, ma anche di ampie zone accessibili a tutti.
Le due spiagge sono separate da un promontorio roccioso, sul quale sorge il Palacio Miramar, costruito nel 1889 come residenza estiva per la regina Maria Cristina e dotato di un grazioso parco aperto al pubblico.
Il pettine del vento

Al termine della spiaggia di Ondarreta a ovest è possibile ammirare sugli scogli una particolare scultura di ferro, del celebre scultore Eduardo Chillida, chiamata il Pettine del Vento. 

Il Parco divertimenti sul monte Igueldo
Poco distante una strada e una funicolare (comoda ed economica) costruita nel 1912, conducono alla vetta del monte Igueldo, dove si trova un piccolo parco divertimenti e un osservatorio.

Il faro
Da questo punto si domina con lo sguardo tutta la baia di San Sebastián e il panorama è davvero mozzafiato.
I camminatori più infaticabili da qui potranno anche imboccare Paseo del faro, che conduce a un piccolo faro posto nell’estremità nord del monte Igueldo, dal quale si ha una vista spettacolare sul lussureggiante promontorio e sull’oceano.

 
Curiosità:

 
Panorama della baia
Nell’antichità San Sebastián veniva chiamata dai pescatori baschi “Irutxulo”, che significa “ Tre buchi”, perché, vista dal mare, la città sembrava sorgere su tre “entrate” nella costa, delimitate dal Monte Igueldo, l’Isola di Santa Clara, il Monte Urgull e il Monte Ulía.

Ai nostri giorni nostri, invece, è stata soprannominata “la Perla dell’Oceano” per la sua bellezza paesaggistica.

A partire dal 1266 San Sebastián subì in due secoli e mezzo ben sei diversi incendi che la rasero completamente al suolo, ma venne sempre ricostruita grazie alla ricchezza della sua popolazione, derivante dai commerci marittimi.

Panorama sulla spiaggia de Ondarreta
Nel 1813 gli alleati spagnoli impiegarono sei giorni e mezzo per strappare la città dalle mani dei francesi. Durante il saccheggio tutta la città venne nuovamente distrutta da un incendio, eccetto due parrocchie e trentacinque case che fungevano da alloggio per gli ufficiali britannici e portoghesi.

Nel 1914, all’inizio della I Guerra Mondiale, San Sebastián diventò una delle città più cosmopolite in Europa. Nel suo Casinò erano soliti incontrarsi molti dei personaggi famosi dell’epoca, tra cui Mata Hari, León Trotsky e Maurice Ravel. Quest’epoca viene definita la “Belle Époque donostiarra”.

L'Ayuntamiento
 L’Ayuntamiento venne costruito originariamente come Casinò, e, alla sua inaugurazione partecipò perfino la regina María Cristina di Asburgo. La proibizione del gioco nel 1924, ne causò l'abbandono. Dopo un’opportuna ristrutturazione, nel 1947, venne trasformato nell’attuale sede municipale.
La statua del Cristo su monte Urgull

La regina Isabella II di Spagna, cominciò a frequentare San Sebastián , su consiglio del suo medico, che le aveva prescritto di fare il bagno a mare durante l’estate per curare i suoi problemi di salute.

Molti paragonano la baia de La Concha alla baia di Rio de Janeiro in Brasile.
In effetti sul monte Urgull sorge addirittura una statua raffigurante Gesù, che ricorda quella del Cristo Redentore collocata sul colle del Pan di Zucchero di Rio di Janeiro.

Balconate in Plaza de la Constituciòn
 I numeri sui balconi di Plaza de la Constitucion risalgono ai giorni in cui la piazza era usata come arena dove si svolgevano le corride: si vendeva un biglietto per ogni posto numerato.

Il Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián  nacque nel 1953 con l’obiettivo di prolungare la stagione di vacanze estive nella città e restituirle l’immagine elegante e raffinata che aveva perduto in seguito alla Guerra Civile Spagnola. Il successo della prima edizione fu così grande che, in seguito, il governo spagnolo stesso decise di farsi carico dell’evento.

Case su Paseo de la Concha
Uno dei primi film di rilievo presentato al festival fu il celebre Vertigo di Alfred Hitchcock.

Sulla costa di San Sebastián gli effetti delle maree sono molto evidenti: la spiaggia principale della città (Playa de la Concha) è molto ampia, ma, quando la marea comincia ad alzarsi, diventa piccolissima fino a limitarsi ad una sottile striscia.

Playa de la Concha
Gli orari delle maree sono segnati sui giornali locali e, delle apposite campanelle collocate sulla spiaggia suonano quando il livello del mare comincia a sollevarsi.
Data la rapidità del fenomeno è molto curioso osservare come la gente si sposti frettolosamente all’udire il suono della campana.

Oltre alle tre spiagge principali, a San Sebastián è possibile utilizzare anche la piccola spiaggia che si forma nell’isola di Santa Clara nei periodi di bassa marea. L’isola è accessibile in barca durante i mesi estivi, ma i più coraggiosi la raggiungono a nuoto, sebbene disti almeno 500 metri dalla costa.

Il Pettine del Vento
La scultura del Peine del Viento è famosa perché, quando le onde del mare si infrangono contro gli scogli su cui sorge, l’acqua viene spinta all’interno della roccia sotto al livello del mare, per venire poi sparata verso l’alto sotto forma di potenti spruzzi, simili a geyser.

Sebbene la Spiaggia de la Concha sia più grande (lunga 1350 m) e dotata di spiaggia più fine, la spiaggia di Ondarreta (lunga 600 metri) è molto più in voga e definita “aristocratica”.

La spiaggia de Zurriola, la più esposta all’oceano, fino al 1994 era praticamente inaccessibile, ma grazie a degli imponenti lavori di rimodellamento è oggi dotata di sabbia fine e scogli artificiali che la proteggono dalle onde più pericolose. È la più frequentata dai surfisti e, dal 2004, è stata consentita su di essa la pratica del nudismo.

Panorama dal faro
Il clima oceanico a cui è soggetta San Sebastián la rende una delle città più piovose della Spagna e, sebbene le temperature siano miti durante tutto l’arco dell’anno, la gran quantità di umidità inasprisce la sensazione termica di caldo o di freddo. Il vento, inoltre, è sempre piuttosto forte.

A San Sebastián, come in molte altre città dei Paesi Baschi, è possibile spesso osservare per le strade scritte inneggianti all’autonomia della regione oppure veder sventolare la bandiera basca al posto di quella spagnola.

Tramonto sulla spiaggia

Recensione:


Poco conosciuta dai turisti stranieri, ma molto nota in Spagna come meta di un turismo considerato “di lusso”, San Sebastián è forse la città di mare più bella che abbia mai visitato.
Il contesto naturale su cui sorge è unico e scenografico e la presenza di diversi punti panoramici dalle alture che circondano la baia consentono di apprezzarlo in ogni sua parte.
La città in sé, seppur di costruzione moderna, è un vero gioiello: gli spazi verdi sono curatissimi e i lussuosi edifici lunga la baia si integrano armonicamente con il paesaggio in maniera spettacolare.
Dal punto di vista architettonico San Sebastián è una citta piuttosto anomala: probabilmente a causa della sua vicinanza con la Francia ne ha assorbito lo stile e lo spirito, dando l’idea al visitatore di trovarsi già ben al di là dei confini spagnoli.
Mostruoso invece il palazzo dei congressi Kursaal, che durante il giorno sembra sorgere dal mare come un immenso container per i rifiuti, ma che, fortunatamente, guadagna fascino la sera quando viene illuminato.
Bellissime le spiagge, seppur troppo affollate durante la stagione estiva, dalle quali si può assistere, tra l’altro, all’affascinante fenomeno delle maree che “divorano” e “risputano” la sabbia in maniera tanto repentina quanto spettacolare.
Panorama da paseo Nuevo
Ovviamente un simile paradiso non poteva che avere qualche difetto (nemmeno tanto trascurabile).
Mi riferisco ovviamente al clima, molto mutevole, generalmente piovoso, che non consente mai ai turisti di godersi fino in fondo la spiaggia e il mare. Trattandosi poi di una costa che si affaccia sull’oceano la temperatura dell’acqua è sempre piuttosto bassa anche durante la stagione estiva.
Chiunque voglia recarsi in vacanza a San Sebastián quindi, si ricordi di portarsi dietro l’impermeabile (anche ad agosto) e si prepari all’idea di dover trascorrere molte ore al chiuso, sorseggiando magari una tazza di tè bollente.

Voto: 9
Tempo di soggiorno consigliato: 2 giorni

mercoledì 6 giugno 2012

Pamplona

La capitale della Navarra

Introduzione:


La Piazza del Municipio in festa
Pamplona  è una città di oltre 190.000 abitanti, situata nel nord della penisola iberica e capoluogo della comunità autonoma della Navarra. Il suo centro storico, particolarmente conservato, si trova sulla riva destra del fiume Arga, un affluente del fiume Ebro, ma la città si è sviluppata su entrambi i lati del fiume.
Venne fondata, come accampamento miltare nel 75 a.C. per volere del generale romano Pompeo, al quale deve anche il suo nome. Durante l’impero romano fu una fiorente città, ma venne distrutta nell’epoca delle invasioni barbariche.
Nel 466 passò nelle mani dei Visigoti e poi agli Arabi nel VIII secolo, i quali però non si stanziarono mai stabilmente e vennero infine scacciati dai cristiani nel X secolo.
Nei secoli XI-XII la città riprese a crescere, ma era suddivisa in tre distinti agglomerati urbani, in continua lotta tra loro, fino a quando il re Carlo III di Navarra ne sancì l’unione nel 1426 con il trattato denominato “Privilegio de la Union”.
Nel XVI secolo la regione era in preda a una guerra civile e il Regno di Castiglia ne approfittò per assorbire definitivamente la Navarra nel 1512.
Uno scorcio delle mura
In seguito all’annessione con la Castiglia, Pamplona diventò un avamposto della corona spagnola nei confronti della Francia.

Lo scopo, costante ne corso dei tre secoli successivi, fu la protezione della frontiera da eventuali invasioni, perciò le mura e le fortificazioni della città furono potenziate per renderla una fortezza inespugnabile, ma, allo stesso tempo, ne impedirono l’espansione fino al XX secolo.
Pamplona è oggi meta frequentatissima dai turisti che vi si recano per assistere (o partecipare) alla festa de “Los Sanfermines”, resa celebre dallo scrittore americano Ernest Hemingway nei suoi racconti.
I festeggiamenti durano dal 6 al 14 luglio e una delle attività più famose de Los Sanfermines è l'Encierro, cioè la famosa corsa dei tori, che, lasciati liberi di correre tra la folla nei vicoli della città, raggiungono infine la Plaza de Toros, dove si celebrano le corride.
Pamplona è anche una tappa fondamentale del Cammino di Santiago francese e quindi meta ogni anno di numerosi pellegrini.

Perché andare:


Una via del centro
Pamplona è, per la maggior parte dell’anno, una città molto tranquilla. Ha un centro storico caratteristico, ma di modeste dimensioni, il che la rende una meta perfetta per una gita fuori porta per chi si trova nel nord della Spagna. I vicoli stretti e le chiese austere, più simili a fortezze, conferiscono alla città un fascino particolare.
Gli amanti della storia troveranno molto affascinante la struttura fortificata chiamata “la Ciudadela” che mantiene in parte intatta la propria struttura originale e che fornisce al visitatore un’idea molto dettagliata di come funzionassero le difese cittadine in epoca rinascimentale.
Il parco de la Taconera
La passeggiata attraverso le mura, invece, può essere apprezzata da chiunque, poiché attorno ad esse si aprono la maggior parte degli spazi verdi della città, molto belli e curati.
La maggior parte dei turisti, però, si reca a Pamplona nel mese di luglio, quando la città si trova in pieno fermento, incuriositi della storica festa de “Los Sanfermines”.
I più “coraggiosi”, forse, vorranno anche partecipare alla celebre corsa con i tori, ritenuta da molti turisti in tutto il mondo come uno “sport estremo”, non esente da incidenti gravi e in tal caso mortali.
La visita alla città è comunque sconsigliata durante questo periodo agli amanti degli animali, in quanto, al termine della corsa, i tori vengono condotti nell’arena destinata alle corride e uccisi durante gli spettacoli.

Il Paseo de Ronda

Luoghi e monumenti di interesse:


Il Palazzo Comunale
La Cattedrale di Santa Maria
La Chiese di San Nicolàs, San Saturnino e San lorenzo
Plaza del Castillo
La Plaza de Toros e il Monumento alla corsa dei tori
Il Museo della Navarra
Le Mura
Il Parco de la Taconera
La Ciudadela

Dove andare / Cosa fare:

 
I monumenti di interesse si trovano tutti all’interno del centro storico, racchiusi dalle mura cinquecentesche e facilmente raggiungibili a piedi in pochi minuti durante una piacevole passeggiata.

La chiesa di San Fermìn
Imboccando gli stretti vicoli del borgo vecchio sarà possibile distinguere la Chiesa di San Fermìn (o San Saturnino).
Questo edificio fu importante non solo come centro religioso,svolse, infatti, anche un’importante funzione militare e difensiva per gli abitanti della zona.
Il tempio è un robusto edificio gotico costruito tra il XII e il XV secolo, con un atrio porticato.
Le due torri sono di carattere difensivo ed una è sormontata da una banderuola a forma di gallo.
Di fronte all’atrio si trova il cosiddetto “pocico” (piccolo pozzo) in cui secondo la tradizione il vescovo Saturnino, patrono di Pamplona, battezzò i primi cristiani della città.

Dalla chiesa di San Saturnino è possibile poi imboccare Calle San Miguel, che conduce a Plaza San Francesco, dov'è ubicato l'edificio più vecchio di tutta Pamplona: la Cámara de Comptos, adibito a sede della Corte dei Conti del Regno tra il 1525 e il 1836.
Il Palazzo Comunale
Questo edificio medievale Duecentesco (non particolarmente appariscente) è considerato l’unico esempio di architettura gotica civile a Pamplona e nel suo cortile interno vi è un bellissimo giardino con un pozzo al centro. Nelle sue stanze sono custodite monete dei vari Re di Navarra e documenti originali firmati dai monarchi.

Se dalla chiesa di San Saturnino si procede invece verso nord, è possibile ammirare il celebre Palazzo Comunale. Nella facciata si intrecciano il tardo barocco e il neoclassico settecentesco, anche se il resto dell’edificio risale all’Ottocento. Dal balcone principale, il 6 luglio, viene lanciato il razzo che dà il via alle feste in onore di San Fermin, mentre, il 14 luglio, è il palcoscenico del famoso “Pobre de mì”, cioè l’atto conclusivo delle feste.

A nord della città, non lontano dal fiume Arga, gli appassionati di storia potranno visitare il Museo della Navarra. Questo è il museo più importante di Pamplona, insediato nell’antico ospedale di Nuestra Señora de la Misericordia, di cui conserva la facciata.
Il Museo della Navarra di sera
Ospita collezioni archeologiche e artistiche relative alla storia della Navarra, tra cui spiccano i capitelli della antica cattedrale romanica di Pamplona o la bellissima urna di avorio scolpita in stile ispano-arabo proveniente dal Monasterio di Leyre. Dell’epoca romana vi sono importanti mosaici come quello di Teseo. Per quanto riguarda la pittura, vale la pena di ammirare il capolavoro del museo, il ritratto del marchese di San Adriàn, firmato da Goya.

Il Portal de Francia
Scendendo verso ovest dal Museo è possibile percorrere un tratto delle mura lungo il “Paseo de Ronda” e uscire dal centro storico, mentre, proseguendo verso nord-est si raggiunge la zona più settentrionale della città.
Seguendo questa direzione ci si imbatte in quello che rimane di un antico baluardo delle mura chiamato “Rincon del Caballo Blanco”, dal quale si può ammirare l’ampia zona verde che costeggia il fiume Agra e il Puente de la Magdalena.
Su questo ponte passa un tratto del Cammino di Santiago, che si addentra poi per la città attraverso la porta delle mura denominata “Portal de Francia”.

La Cattedrale di Santa Maria
Non troppo distante sorge la Cattedrale di Santa Maria, costruita tra il Trecento e il Quattrocento su un sito in cui sorgeva un tempio romanico. Dietro la facciata neoclassica si nasconde una magnifica chiesa gotica, la cui navata centrale misura 28 metri di altezza.
La costruzione è molto sobria e la luce penetra dai finestroni a sesto acuto attraverso vetrate del Cinquecento e altre più recenti.
La figura di Santa Maria, che presiede il tempio, è una scultura lignea romanica rivestita d’argento. Nella navata centrale si trova il sepolcro di Carlo III il nobile e di sua moglie Leonor, un superbo esempio di scultura gotica del Quattrocento. Il chiostro, però, rappresenta il vero gioiello della Cattedrale, con volte, archi e porte ornate da gruppi scultorei molto vari e raffinati.
Plaza del Castillo

Dalla Cattedrale dirigendosi verso sud si incontra poi Plaza del Castillo, il vero centro geografico del borgo vecchio, nonché animato punto di ritrovo per gli abitanti di Pamplona.
La Piazza è frutto di costruzioni di epoche distinte, per cui si possono apprezzare la gran varietà di stili che hanno gli edifici che la
circondano, tra cui un teatro, il Palacio de la diputaciòn, il Casinò e molti bar all’aperto, tra cui il celebre Café Iruña. Dal 1943 è stato collocato al centro della piazza un chiosco di pietra che spesso è sede di spettacoli musicali.
Il Parlamento della Navarra
Sul lato a sud di Plaza del Castillo, all’angolo con Paseo Sarasate, sorge poi il Palazzo del Governo della Navarra costruito a metà dell’Ottocento, è oggi sede della Presidenza del Governo regionale e altri uffici amministrativi. Gli abitanti di Pamplona lo chiamano “Il Consiglio”.

La chiesa di San Nicolàs
Proseguendo su Paseo Sarasate si giunge alla Chiesa di San Nicolàs. Questa fu il centro religioso del borgo medievale omonimo, ma svolse anche un’importante funzione militare e difensiva per i suoi abitanti. Questa “chiesa-fortezza” del XII secolo presenta diversi stili, infatti, all’interno, la volta e l’abside sono gotici, mentre il resto del tempio è in stile romanico cistercense. Fu restaurata nel 1924 e ospita un grande organo barocco del 1769, il migliore della città,. La chiesa è circondata da due portici costruiti nel 1887.

Monumento alla Corsa dei Tori
Non molto distante da Plaza del Castillo verso est sorge invece la Plaza de toros, cioè l’arena in cui si celebrano le corride, nonché il luogo dove termina la famosa corsa dei tori durante i festeggiamenti dei Sanfermines.  Nelle immediate vicinanze sorge anche il monumento alla corsa dei tori, opera dello scultore Rafael Huerta, che  raffigura un istante del celeberrimo Encierro, in cui i tori rincorrono i corridori nelle vie di Pamplona.

La chiesa di San Lorenzo
All’estremità ovest del centro storico sorge invece la chiesa di San Lorenzo, di grande valore sentimentale  per gli abitanti di Pamplona, in quanto custodisce una cappella barocca dedicata a San Fermìn. La facciata risale al 1901 in sostituzione di quella barocca. Ha pianta a croce greca iscritta in un quadrato. Molto interessante il gioco geometrico delle sue cupole e la lanterna che sormonta la parte superiore.

Davanti alla chiesa di san Lorenzo si trova poi l’accesso al Parco de la Taconera.
Il Parco de la Taconera
Questo è il più suggestivo e il più bello dei parchi di Pamplona: è dotato di un’ampia zona a giardino con un grazioso caffè in stile viennese, ma la sua caratteristica più singolare è la presenza di cervi, daini, pavoni e varie specie di anatidi che vivono lungo i fossati delle mura che seguono il perimetro del parco.


Veduta aerea della Cittadella
Più a sud, invece sorge la Ciudadela. Questa cittadella fortificata è stata costruita tra il 1571 e il 1645, su ordine di Filippo II, seguendo il modello della fortezza di Anversa. È costituita da un pentagono regolare con cinque baluardi agli angoli (di cui solo tre sono ancora intatti) ed è considerata l’esempio migliore di architettura militare del rinascimento spagnolo.
Nel 1888 fu avviata la demolizione di una parte dei baluardi per costruire la parte nuova della città.
La Ciudadela è oggi il grande polmone verde della città e i fossati, i baluardi e i padiglioni sono adibiti ad attività sportive e di svago. Ospitano inoltre mostre e manifestazioni culturali.


Curiosità:


Il nome della città in lingua basca è Iruña.

Una via del centro
Pamplona è famosa per le sue zone verdi e si stima che possieda un albero per ogni due abitanti.

È una città molto grande e si calcola che, con il suo continuum urbano ospiti almeno la metà della popolazione dell’intera Navarra.

Il Parco de la Taconera
A Pamplona si conclude la seconda tappa del ramo francese del Cammino di Santiago che parte da Roncisvalle. Infatti la città è dotata di ostelli in pieno centro, attrezzati per ospitare i pellegrini.

La città rimase chiusa entro le sue mura fino al 1905, quando furono in parte abbattute per permettere l'espansione della città e dei nuovi quartieri.
Le zone dove sorgevano le fortificazioni furono trasformate in parchi e la città assunse l'aspetto moderno attuale, conservando però una parte delle sue vestigia di epoca medioevale.
L'antico portale di San Nicolàs

La chiesa di San Nicolàs venne costruita nel 1117, ma fu nuovamente consacrata nel 1231 dopo essere stata distrutta nel corso di una guerra tra gli abitanti del borgo di San Nicolàs con quello vicino di San Fermìn.

Il Palazzo Comunale è stato costruito nel luogo, considerato“neutrale”, in cui convergevano i tre borghi (Navarreria, San Saturnino e San Nicolàs) unificati da Carlo III il Nobile nel 1423, ma in continua lotta tra loro.

La Ciudadela non fu mai espugnata con le armi, tuttavia nell’inverno del 1808, dopo una copiosa nevicata, le truppe francesi, che alloggiavano fuori dai confini della città, riuscirono a distrarre le guardie lanciandogli delle palle di neve. I navarresi animati dal gioco, dimenticarono i loro obblighi e si trovarono improvvisamente circondati e disarmati dalle truppe straniere.

Plaza del castillo
Alla fine del XX secolo, quando vennero costruiti i parcheggi sotterranei in Plaza del Castillo, furono scoperti i resti delle terme romane, una necropoli musulmana e un tratto delle mura medievali.
Nella piazza sono state svolte tutte le corride dal 1385 al 1844, quando venne finalmente costruita la Plaza de Toros per tali eventi.
Ernest Hemingway  era un assiduo frequentatore del Cafè Iruna di Plaza del Castillo, dove spesso si sedeva cercando ispirazioni per i suoi libri, annotando usi, costumi e aneddoti del luogo.

La descrizione che Ernest Hemingway fece della corsa dei tori nel suo romanzo del 1927 (Fiesta, il Sole sorge ancora) ha reso Pamplona famosa in tutto il mondo.

La chiesa di San Lorenzo
La cappella di San Fermìn nella chiesa di San Lorenzo custodisce l’immagine del santo che viene condotta in processione durante Los Sanfermines.

Durante la festa de Los Sanfermines la popolazione di Pamplona passa da 190.000 abitanti a più di 1.500.000 e per prenotare una vacanza in questo periodo è necessario prenotare un albergo molti mesi prima.
Il balcone da cui parte il "Chupinazo"

Le feste cominciano con il lancio del chupinazo (un razzo) dal balcone del consiglio della città a mezzogiorno del 6 luglio e finiscono a mezzanotte del 14 luglio, per un totale di 204 ore.
Durante questa settimana le celebri corse dei tori cominciano alle otto di mattina e durano, in media, tre o quattro minuti ciascuna; si svolgono però anche spettacoli pirotecnici, concerti folk e processioni.

Secondo la tradizione San Firmino era figlio del senatore Firmus, governatore di Pamplona nel III secolo. Si convertì al Cristianesimo e fu battezzato da San Saturnino nel luogo che oggi si chiama popolarmente “Pocico de San Cernin”. Morì decapitato ad Amiens, dove era andato a predicare, nel 303.
Un momento dell'Encierro

Firmino fu martirizzato per essersi opposto al sacrificio dei tori agli idoli del paganesimo e dunque divenne anche patrono dei ruminanti.
L’origine dei Sanfermines sta quindi nel fatto che San Firmino si batté per la liberazione dei tori dalla mattanza pagana, dunque gli è stata dedicata una festa in cui dei tori scatenati corrono per le vie della città travolgendo e incornando dei cittadini stolti o ubriachi che simboleggiano gli antichi pagani.

Dopo la diffusione della moda delle corride, San Firmino divenne anche patrono dei toreri.

Negli ultimi anni gli animalisti hanno duramente contestato la festa a causa del maltrattamento dei tori durante l'Encierro. Per protesta il 5 luglio si svolgono le cosiddette "corse dei nudi", con animalisti svestiti (ma non completamente nudi) che sfilano per le strade della città a ritmo di tamburi, armati di innocue bandane rosse e corna di plastica.

Recensione:


Ovviamente io non ho visitato Pamplona durante la settimana dei Sanfermines, sebbene, confesso, la cosa mi avrebbe intrigato.
Una via del centro
Ci sono andato invece la settimana successiva, quando (come mi era stato assicurato) la città era stata già ripulita dalla sporcizia prodotta durante i festeggiamenti.
L’impressione che ho avuto è stato quella di una città tranquilla e sonnolenta, totalmente contrastante con l’immagine che ne hanno i turisti, sempre legata alla sua più celebre festività.
Non avendo grandi aspettative non ne sono rimasto deluso, anche se non la annovererei certo tra le mete turistiche più belle della Spagna.
Mi ha colpito molto il contrasto tra la città medioevale (con i suoi vicoli stretti, le piazzette e le chiese) e i suoi quartieri moderni (con grandi viali e ampi spazi verdi) e, allo stesso tempo, il modo in cui i cittadini abbiano saputo valorizzare i propri monumenti.
Il Parco de la Taconera
Appare chiaro che le mura e la cattedrale siano state oggetto di pesanti restauri in tempi recenti e che la cura degli spazi verdi sia una questione all’ordine del giorno.
Vedere cervi, cinghiali e uccelli variopinti scorrazzare liberi per il Parco de la Taconera a pochi metri dai turisti è una cosa che, credo, raramente si possa osservare in una grande città. Vera delusione invece la visita alla Ciudadela, che è sicuramente molto più interessante se osservata da una aereo, ma che, in prima persona, non presenta altra attrattiva se non gli immensi prati dove sdraiarsi a leggere o a prendere il sole.
L'interno de la Ciudadela
La cosa più bella e caratteristica di Pamplona comunque sono i suoi vicoli: così angusti, ma allo stesso tempo ben curati, pieni di negozietti di artigianato e di souvenirs, sembra incredibile che possano diventare il teatro di uno spettacolo così cruento e disordinato come quello dell’Encierro!
Alcuni vicoli sono così angusti che, finalmente, ho compreso come mai parte del pubblico spesso si trasformi nel protagonista stesso dello spettacolo e, considerato che di spazio per scappare a volte non ce n’è, appare chiaro come mai ogni tanto “ci scappi il morto”.

Voto: 6

Tempo di soggiorno consigliato: 1 o 2 giorni